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La leggenda del Dolceriso del Moro

27/03/2025

La leggenda del Dolceriso del Moro

3 BOT Castoldi

La classe 3BOT dell'Istituto Castoldi

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In molte scuole, le classi vengono spesso suddivise in gruppi per favorire il lavoro di squadra e stimolare la collaborazione. Tuttavia, in alcuni casi, queste divisioni non sempre portano i risultati sperati, con gli studenti che si trovano a lavorare per conto proprio.

Ma cosa succede quando una classe, da sempre divisa in gruppi, si trova a dover affrontare una sfida complessa, come la realizzazione di un filmato su una leggenda rinascimentale della propria città?

La risposta è sorprendente: attraverso questa esperienza, gli studenti della 3BOT Castoldi non solo hanno imparato a lavorare insieme, ma sono riusciti a superare le difficoltà e a creare una coesione inaspettata.

Fino a quel momento, la classe era abituata a un approccio tradizionale del lavoro di gruppo, con studenti separati in piccoli team a seconda delle materie o dei compiti. Ogni gruppo aveva un proprio spazio e lavorava in modo indipendente, senza una vera interazione con gli altri. Quando l’Assessore delle Politiche Giovanili, Daniele Semplici, mi ha comunicato che il progetto “27029 Vigevano” sarebbe proseguito, ho pensato di realizzare un progetto molto ambizioso con una classe che è sempre risultata disgregata e che si è trovata davanti a una sfida completamente nuova. Non si trattava più di suddividere il lavoro in semplici compiti individuali, ma di affrontare un progetto collettivo che richiedeva creatività, coordinamento e, soprattutto, un lavoro di squadra genuino.

Il progetto consisteva nella creazione di un filmato che raccontasse una famosa leggenda della nostra città. Ogni gruppo aveva un compito ben definito: c’era chi si occupava della sceneggiatura, chi delle scenografie, chi della regia e chi della recitazione. Ben presto è emerso che nessuno di questi aspetti potesse essere realizzato senza una stretta collaborazione tra i vari gruppi. La sceneggiatura, infatti, doveva essere arricchita dai suggerimenti degli studenti che si occupavano delle scenografie, in modo da garantire che l’ambientazione rispecchiasse fedelmente il periodo storico. La regia, a sua volta, doveva adattarsi alla trama scritta, coordinando al meglio gli attori, che, nonostante fossero inesperti, hanno dovuto imparare a lavorare insieme per rappresentare le scene al meglio. Il lavoro di squadra è stato fondamentale anche nelle fasi di post-produzione, dove gli studenti hanno dovuto mettere insieme le riprese, la musica di sottofondo, gli effetti speciali e il montaggio video, per dare vita a un prodotto finale che fosse coerente e ben realizzato. Nel corso del progetto, gli studenti si sono resi conto che, per riuscire a completare il filmato, dovevano comunicare costantemente, condividere le proprie idee e, soprattutto, imparare a fidarsi l’uno dell’altro. I gruppi che inizialmente sembravano separati hanno iniziato a lavorare in modo integrato, unendo le loro competenze e risorse. Il risultato finale non è stato solo un filmato ben realizzato, ma anche una lezione di vita per gli studenti.

La realizzazione di un progetto così ambizioso ha insegnato loro l’importanza della collaborazione, del rispetto per le idee degli altri e della comunicazione efficace.

La coordinatrice di classe Alessandra Pavesi

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